Nell'antichità più remota il potere di scagliare fulmini era considerata prerogativa delle grandi divinità, che li utilizzavano per colpire gli avversari e ammonire il genere umano. DaBaal, nome con cui i Semiti occidentali chiamavano il dio dell'atmosfera, signore e reggitore dei fulmini, a Zeus, il padre di tutti gli dei dell’Olimpo, fino a Rudra, dio della tempesta nella religione induista, ogni cultura ha attribuito un proprio custode alla temibile furia che arriva dal cielo.Nell’immaginario collettivo, le violenti scariche sono rappresentate da dardi infuocati o rettili: il Rigveda li definisce la "nobile freccia", i poemi indiani le paragonano a serpenti aerei, e fulmini sono le frecce del potente Shiva e dell’irascibile Zeus.
Tuttavia, secondo tradizioni di epoca greco-romana e medievale, anche gli uomini sarebbero in grado di provocare i fulmini e governare la loro potenza distruttrice.
Geoffrey Gorer, nel suo libro “Africa dances”, racconta di essere stato testimone di una pioggia di fulmini provocata deliberatamente dai sacerdoti africani del dio Heviosso. A cielo sereno, presso il tempio dedicato al nume, i sacerdoti avrebbero richiamato i fulmini grazie a rituali segreti.
In altri casi, agli uomini non è concesso il dominio dei fulmini, ma di qualche rituale di difesa: la tribù africana degli Zulu conosce numerose cerimonie di protezione, come la ‘ukubethela’, che comporta il sacrificio di una pecora nera, le cui carni vengono mescolate a sostanze magiche, incenerite e infine ingerite dagli abitanti del villaggio.
In Inghilterra, alcuni fenomeni atmosferici sono tradizionalmente attribuiti ad interventi fatati: lacrime di Fate sono i fiocchi di neve che cadono a mezzanotte nelle regioni nordiche, o la pioggia che cade mentre c'è il sole, mentre un fulmine che si abbatte su un albero, o un tuono a ciel sereno, esprimono la collera delle magiche creature.
Anche in Italia, secondo una favola regionale, i maghi della Val Chisone, in provincia di Torino, sarebbero capaci di lanciare dalle pendici dei monti dei terribili fulmini, ai quali è impossibile sfuggire.

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